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Il primo atto di costituzione dell'Associazione tra proprietari di cavalli trottatori ebbe data 15 febbraio 1943 e si effettuò presso la Sede della Società Modenese Fiere e Corse. La presidenza venne assunta dal cavalier Renzo Orlandi (nella foto a destra insieme a Carlo Cacciari, membro del comitato promotore) e le funzioni di segretario vennero affidate al professor Primo Castelvetro (foto sotto). L'associazione venne denominata Consorzio nazionale tra i Proprietari Cavalli da corsa trottatori con sede in Roma, via degli Scipioni n. 258. Per acclamazione dell'assemblea, validamente costituita, fu detto anche un comitato.Il primo verbale di consiglio direttivo, tra i documenti in possesso dell'UPT, lo troviamo però solo in data 29 giugno 1947. L'Associazione Nazionale Proprietari Cavalli da Corse al Trotto (questa è la nuova denominazione) ebbe quale presidente il ragionier Raniero Pesci. Segretario ancora il professor Primo Castelvetro. La prima designazione del rappresentante dei proprietari nel consiglio direttivo UNIRE fu sottoposta il 17 dicembre 1947 al ministro dell'Agricoltura: su richiesta del Commissario UNIRE, dottor Guido Berardelli, venne nominato Carlo Cacciari.Il 25 maggio 1948 l'associazione Proprietari insediò un nuovo consiglio con la presidenza del conte Paolo Orsi Mangelli, vice presidente Raniero Pesci. Iniziò così la vita dell'Associazione Proprietari con regolare continuità, ampiamente dimostrata dai numerosi verbali di consigli direttivi e di assemblee nazionali.In data 2 marzo 1949 il Presidente Paolo Orsi Mangelli rassegnò le dimissioni.Il primo verbale stilato il 29 giugno 1942 subito dopo le elezioni. portò a un consiglio direttivo ampiamente modificato: presidente Piero Giovannini, vice Edoardo Garagnani. In questa riunione venne operato anche un mutamento nella segreteria dell'Associazione che si spostò a Milano, con segretario Luigi Miari. mentre la sede venne mantenuta a Roma e sempre affidata al prof. Castelvetro.Cambio di guardia, nel 1951, alla presidenza tra Piero Giovannini, passato alla dirigenza UNIRE, e il milanese Luigi Camurati, uomo estremamente dinamico che intese dare al sodalizio, oltre che una struttura moderna, anche una piacevole vita associativa. Il 10 Giugno dello stesso anno, presso la Fiorentina Corse Cavalli, a Firenze, in Piazza Antinori 2, si tenne il nuovo consiglio direttivo presieduto da Camurati, con vice Ferdinando Morani. La sede milanese venne trasferita nelle ampie sale dell'Hotel Marino in piazza della Scala.Nel 1954, esattamente a giugno, s'insediò un nuovo consiglio direttivo con presidente il commendator Tullio Mutti e vice l'ingegner Antonio Carena. Ma circa sei mesi dopo, a novembre 1954, il presidente Mutti rassegnò le dimissioni per gravi motivi di famiglia e il consiglio, all'unanimità, deliberò di affidare le funzioni di presidente, sino alla data dell'Assemblea ordinaria del 1955, all'ingegner Carena.Il 29 giugno 1956 s'insediò un nuovo consiglio proprietari con la presidenza dell'ingegner Carena e la vicepresidenza affidata a Enzo Malvicini. Fu un periodo di notevole lavoro per l'Associazione: venne preso in esame il funzionamento dei due massimi Enti ippici, cioè UNIRE ed ENCAT ed il loro perenne dissidio. Carena denunciò ufficialmente il rifiuto dell'UNIRE, contro ogni prassi, di dare pubblicamente un rendiconto della sua gestione. La situazione all'UNIRE e all'ENCAT rimase all'ordine del giorno di molti consigli presieduti da Carena.Vento di scissione (la prima tra i proprietari) alla fine degli Anni Cinquanta; si formarono, infatti, due Associazioni: una con presidente Enzo Malvicini e vice Luciano Chianese, con la vecchia denominazione, e l'altra denominata Associazione Italiana Proprietari con presidente Ottavio Giorgi Monfort. Ma immediatamente dopo, in una riunione tenutasi a Roma, presso la sede dell'ANACT, venne convocato un consiglio congiunto in cui si decise la riunificazione con la sede dell'Associazione riportata a Roma e l'aumento della quota sociale. Ciò, insieme alla nomina del nuovo presidente dei consiglio direttivo, venne sottoposto all'assemblea dei soci di Firenze il15 giugno 1959.Il nuovo consiglio direttivo dell'Unione Nazionale Proprietari Trotto (ecco la nuova denominazione dell'Associazione) venne così formato: presidente Giovanni Russi, (nella foto con Carlo Cacciari, presidente dell'Associazione nazionale Allevatori) vicepresidente Arnaldo Uccelli. La Sede dell'UNPT, in Via Giovanni Lanza n. 135. Il 29 giugno 1961 fu insediato all'UNPT un nuovo direttivo con la presidenza dell'avvocato Giuseppe Spagnolo e vice Arnaldo Uccelli, Segretario Luigi Miari affiancato, per la sede romana di via dell'Anima, da Giuseppe Berti.Nel periodo della presidenza Spagnolo. le problematiche crebbero a dismisura: i conti scuderia divennero sempre più pesanti, la voce dei proprietari continuò a rimanere debole, principalmente per la consueta assenza della base. Nell'aprile del 1964. fu insediato un nuovo direttivo UNPT sempre sotto la presidenza di Giuseppe Spagnolo. La sede passò in Via Sommacampagna, 9 dove in data 29 giugno 1965 si tenne la prima riunione. Continuò peraltro la presidenza Spagnolo con l'insediamento di un nuovo direttivo in data 13 maggio 1967, vicepresidente l'ingegner Mario Rocca.Nella seduta del 28 novembre 1969, nella sede di Via Sommacampagna, Spagnolo dichiarò che, per motivi di salute, non aveva intenzione di farsi rieleggere. Venne fissata la data dell'Assemblea elettiva per il 21 dicembre a Roma e il consiglio manifestò apertamente di voler sostenere per la presidenza la candidatura Rocca e per la vicepresidenza quella di Russi.Il nuovo Consiglio dell'UNPT, che venne insediato 28 febbraio 1970 a Milano, vide invece eletto presidente Giovanni Emanuel e vicepresidente il professor Pierfortunato De Gennaro. Il nuovo Statuto instaurò due vicepresidenti e nel maggio del 1972 il nuovo consiglio vide Emanuel confermato, con vicepresidenti Alberto Gaiani e Luciano Veronesi. Nel 1974, Gaiani rinunciò alla carica, poiché nominato segretario dell'ENCAT: gli subentrò Francesco Carraretto, (il primo a sinistra nella foto) mentre il nuovo delegato del Veneto divenne Franco Fraccari.Il l maggio 1975 si dimise il vicepresidente Veronesi: fu uno dei segni di una tensione gravissima. Il giorno dopo si svolse una movimentata assemblea straordinaria all'Hotel Parco dei Principi di Roma: Emanuel venne duramente contestato, insieme con il consiglio. Si aprì così una profonda spaccatura tra i Proprietari e il 31 agosto 1975 s'insediò a Cesena un nuovo consiglio direttivo, così composto: presidente l'architetto Vincenzo Mauro, Vicepresidenti Giovanni Castelluccio e Ennio Grandi. Nel 1975, nacque l'APIT (fu la seconda scissione) presidenza del conte Orsino Orsi Mangelli e all'UNPT ci furono le conseguenti dimissioni di soci e delegati. Anche il segretario Luigi Miari passò a far parte della coalizione guidata da Orsi Mangelli e il presidente Mauro propose al consiglio di nominare Segretario dell'UNPT SergioNunziata, il 3 novembre 1975.Il potere contrattuale delle due associazioni si ridusse notevolmente, la logica impose un discorso di riunificazione per non indebolire ulteriormente la Categoria. Fu creata una commissione UNPT per lo studio della riunificazione con componenti Ennio Grandi, Giancarlo Chiantini, Aldo Masini, mentre la commissione APIT fu composta da Franco Fraccari, Pierlujgi Masciadri e Camillo Baratella. I lavori proseguirono sino a una riunione congiunta tra i rispettivi consigli direttivi, svoltasi a Roma il 4 giugno 1977, cui seguirono ulteriori riunioni sino alla riunificazione con elezioni del nuovo consiglio dell'Unione Proprietari Trotto (fu questa la denominazione) che avvenne il 4 dicembre del 1977. Il 23 gennaio 1978 si tenne la prima riunione a Roma: presidente Masciadri, vicepresidenti Americo Buranelli, Franco Cervone e Marcello Martinelli.La vita dell'Associazione trascorse fattivamente e furono indette regolari riunioni di direttivo (nove nel 1978, sette nel 1979, sette nel 1980, otto nel 1981). Pierluigi Masciadri (nella foto alla guida di un Consiglio dei Proprietari a Milano) venne nominato vicepresidente dell'UNIRE.Il 7 febbraio 1982, rinnovo dei direttivo. Per la carica di presidente, in competizione Masciadri, Mauro ed Emanuel. Gli aventi diritto al voto furono 1.768 ed i votanti 1.069: venne confermato con 517 voti Masciadri. Mauro ne riportò 289, Emanuel 207. Vicepresidenti Marcello Martinelli (Emilia), Domenico La Marca (Campania) e Francesco Voltaggio(Sicilia).Il fulmine a del sereno per la nuova UPT fu la mancata nomina di Masciadri nel consiglio d'Amministrazione UNIRE. Vennero nominati dall'allora Ministro dell'Agricoltura, Bartolomei, i consiglieri UPT Felice Jervolino e Giorgio Spadavecchia. Ciò costituì un duro colpo per l'associazione che, per la prima volta, non riuscì ad inserire all'UNIRE il suo presidente. Nacquero polemiche, incomprensioni, attriti. La categoria perse prestigio a favore di altri rappresentanti di categoria, prontissimi a rimpiazzare i proprietari ai vertici operativi.Parecchie variazioni si registrarono nel consiglio eletto nel 1982. Il segretario Nunziata presentò irrevocabili dimissioni. Gli subentrò il vicepresidente Voltaggio che, successivamente, accettò la nomina di segretario generale dell'UPT, e vicepresidente divenne il commendatore Torello Puccini (Lazio). Nel 1985 l'associazione si arricchì di una nuova pubblicazione, oltre alla rivista "Tuttotrotto" del 1980: un Notiziario agevole nella lettura con periodicità mensile.Nel mese di febbraio del 1986 si formò un nuovo direttivo dell'Unione Proprietari Trotto.Venne eletto presidente l'architetto Vincenzo Mauro (nella foto) e lo affiancarono, quali vicepresidenti (a norma di nuovo Statuto, approvato dall'assemblea straordinaria di Milano) il fiorentino Attilio Gronchi e il bolognese Italo Fantuzzi. Successivamente Mauro venne eletto vicepresidente dell'ENCAT e fu un periodo prolifico per 1'UPT, che venne delegata dall'Ente tecnico a svolgere l'istruttoria per il rilascio di nuovi colori. Mauro potenziò la rivista "Tuttotrotto" che raggiunse una qualità assai elevata e si arricchì di servizi culturali mirati a una penetrazione in settori al di fuori dell'ippica. Anche il "Notiziario Tuttotrotto" venne potenziato con un'eccellente iniziativa: il bollettino somme vinte e velocità dei cavalli trottatori di proprietà italiana programmato con i parametri previsti per le corse di categoria.Ma a causa dei diversi commissariamenti dell'UNIRE (prima l'ambasciatore Carducci e dopo l'onorevole Zurlo) il lavoro dell'Unione si fece difficile per la mancanza della necessaria rappresentanza nell'Ente; la situazione diventò ancora più tesa con il commissariamento improvviso dell'ENCAT che fece registrare l'uscita dell'architetto Mauro dall'Ente tecnico.La conseguenza di tale commissariamento fu immediata e mise in mostra, ancora una volta, la litigiosità della categoria dei Proprietari: dopo la scissione nazionale del 1959 e quella del 1975 si verificarono quelle regionali dell'URTER (Emilia-Romagna) e dell'URTUMA (Marche) e così l'unità fu compromessa per l'ennesima volta con grande giubilo di chi aveva interessi diversi da quelli dei Proprietari.Nel febbraio del 1990, l'Unione Proprietari Trotto (con Mauro intenzionato a non ricandidarsi alla presidenza) rinnovò per il quadriennio 90-93 i quadri direttivi. Venne eletto presidente il napoletano Felice Iervolino, già nominato dal Viceministro dell'Agricoltura, Mannino, consigliere d'amministrazione dell'UNIRE (delibera del 2 novembre 1989), Vicepresidenti Gronchi (Toscana) e Giovanni Pedrazzi (Lazio).Iervolino pose allo studio del consiglio direttivo alcune modifiche statutarie che intendevano mantenere l'unità associativa, ma nello stesso tempo miravano a trasformare una struttura polarizzata al centro. Un'associazione che intendeva quindi mantenere l'unità associativa ma nello stesso tempo mirava a trasformare una struttura concedendo maggiore autonomia ai comitati regionali e disponendo la divisione al cinquanta per cento della quota annuale pagata dai Soci sui premi vinti.Sotto la presidenza Iervolino, nel maggio del 1991, venne poi assunta una decisione importante dal consiglio dell'UPT, e cioè avvalersi della consulenza di Piero Golisano, ex direttore generale dell'UNIRE. Iervolino e il consiglio direttivo, considerando il gravissimo fenomeno del proliferare delle associazioni regionali scissioniste, reputarono basilare la consulenza di Golisano anche per un'autorevole mediazione che potesse ricondurre all'unità dei proprietari. Gli sforzi di Golisano però non valsero a nulla e, purtroppo, le sigle associative si moltiplicarono, a danno dell'unità della categoria.L'Unione continuò il suo lavoro a favore dei Soci evitando una batosta fiscale gravissima, risolta con estrema abilità da Giulio Andreotti. da sempre grande amico dell'ippica. Venne, infatti, approvato dal Parlamento il decreto sul trattamento fiscale dell'ippica che annullò un'infausta sentenza della Commissione Finanze che avrebbe inferto un colpo mortale al settore.Nonostante le scissioni, nel marzo del 1992, l'Unione Proprietari Trotto offrì un quadro ufficiale delle sue "forze": ben undici circoscrizioni regionali per un totale di 2132 associati. Sede a Roma con personale qualificato e collaborazione con l'ENCAT per l'istruzione delle pratiche di concessioni colori. L'unione ottenne, inoltre, l'iscrizione nel Registro Nazionale della Stampa. Il presidente Iervolino, con nomina ministeriale, divenne consigliere d'amministrazione dell'UNIRE.Nel Febbraio 1993, l'Unione si mobilitò contro li redditometro e la minimum tax.Il Dott. Gaetano Gasparo, sollecitato da Nino Rosta e Giovanni Citrano, impegnò il sottosegretario alle Finanze, Stefano De Luca che si dimostrò molto disponibile alle legittime richieste della Categoria. De Luca promise un personale interessamento alla situazione che minacciava di ridimensionare negativamente un settore, che non aveva mai chiesto aiuti economici allo Stato, sempre assolvendo i suoi obblighi fiscali. A tal proposito l'UPT presentò una relazione predisposta dallo studio Righini di Roma. Il 18 marzo, presso il Monopoli di Stato, De Luca ricevette Iervolino, il presidente dell'UPT -Toscana, Raniero Di Stefano, il direttore generale dell'Unione, Francesco Voltaggio, e gli esperti in materia tributaria, Righini e Pettinato. De Luca dichiarò che non era intenzione del Ministero delle Finanze costringere un settore produttivo alla crisi e ammise che, come la nautica, anche l'ippica rischiava grosso ma la tempestività con la quale l'UPT aveva segnalato la situazione era stata risolutiva. Il 19 novembre, l'On.le De Luca inviò il seguente telegramma al presidente dell'UPT: "Caro Presidente, dopo le tue insistenti preoccupazioni, confermo orientamento ministeriale esclusione cavallo da redditometro", Fu una grande vittoria dell'Unione Proprietari Trotto.Finalmente un minimo di chiarezza fiscale che ridava serenità e fiducia al settore. Il 29 aprile il consiglio d'amministrazione dell'UNIRE emanò una delibera volta ad una regolamentazione tendente alla definizione dei requisiti necessari alle organizzazioni ippiche di categoria al fine di consentire sia il regolare e proficuo rapporto, nonché l'eventuale espletamento del servizio contabile di ritenuta diretta della quota sociale sui premi vinti dal socio. A conferma di tale delibera, con immediata esecutività, l'UNIRE ribadì che i benefici derivanti da eventuali servizi prestati dall'Ente sarebbero cessati inderogabilmente in data 31.12.1993 per tutte le Associazioni prive dei requisiti richiesti. L'UPT era l'unica associazione ad avere tutti i requisiti richiesti e li presentò puntualmente all'UNIRE con plico raccomandato dell'1.06.1993. L'Ente venne però in quei giorni commissariato con il dottor Camillo De Fabritiis che, con delibera commissariale n.. 184 del 22.12.1993, revocò la delibera n. 219, in merito al riconoscimento delle Associazioni di categoria.Venne incredibilmente consentito dell'UNIRE il proliferare delle organizzazioni categoriali e i risultati negativi non sarebbero mancati anche nei confronti con lo stesso Ente. D'altronde,così aveva deciso il Commissario e a nulla servì l'atto di significazione e diffida presentato dallo Studio legale Medugno di Roma, incaricato dall'UPT.
Un po' di noi
Oggi l'Unione Proprietari Trotto ha compiuto 64 anni di vita, vanta oltre 2200 scuderie regolarmente associate, ha la propria sede in Roma e dieci circoscrizioni regionali con segreterie tecniche in grado di risolvere tutti i problemi degli associati. L'Unione Proprietari Trotto ha ottenuto la responsabilità giuridica con atto n° 54 del 2001 della Prefettura di Roma.
I Presidenti
1943 Renzo Orlandi
1947 Raltiero Pesci
1948 Paolo Orsi Mangelli
1949 Piero Giovannini
1951 Luigi Camurati
1954 Tullio Mutti
1955 Antonio Carena
1959 Enzo Malvicini
1959 Giovanni Russi
1961 Giuseppe Spagnolo
1970 Giovanni Emanuel
1975 Vincenzo Mauro
1977 Pierlugi Masciadri
1986 Vincenzo Mauro
1990 Felice Iervolino
1994 Raniero Di Stefano
1999 Raniero Di Stefano
2000 Vittorio Feltri
2001 Vincenzo Mauro
2003 Vincenzo Mauro
2006 Francesco Gragnaniello
Le sedi
1943 ROMA
Via degli Scipioni, 258
1959 MILANO
Via Giovanni Lanza,135
1961 ROMA
Via dell'Anima,16
1964 ROMA
Via Sommacampagna, 9
1975 ROMA
Via del Policlinico, 131
dal 1977 ROMA
Via Sommacampagna, 9
I Segretari
1943 Primo Castelvetro
1949 Luigi Miari
1975 Sergio Nunziata
1982 Francesco Voltaggio